ART.62 DL 1/2012– TERMINI DI PAGAMENTO : AVVERTENZA


Con riferimento alla nostra informativa del 26.10.2012, precisiamo quanto segue:

La questione dell’idoneità della fattura cosiddetta differita ad assolvere o meno gli obblighi di cui all’art. 62 della Legge n 27/2012 non trova allo stato attuale, di prima applicazione della normativa in esame, una risposta certa, esistendo argomenti sia a favore che contrari a detta idoneità.

 Da un punto di vista letterale infatti, nella predetta normativa, allorché si fa riferimento alla fattura quale documento sostitutivo rispetto al contratto, non viene mai specificato che non si debba trattare di fattura cosiddetta differita, con la conseguenza che dovrebbe concludersi che nulla vieta che anche la fattura differita, naturalmente recante tutti gli elementi prescritti dalla legge (ossia la durata, la quantità, le caratteristiche del prodotto venduto, il prezzo, le modalità di consegna e di pagamento e la dicitura: “Assolve gli obblighi di cui all’articolo 62, comma 1, del decreto legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27.”), possa assolvere ai prescritti obblighi normativi di cui trattasi.

A tale interpretazione letterale potrebbe però obiettarsi, sulla base di argomenti facenti riferimento alla ratio complessiva della disciplina, che le esigenze di trasparenza che la predetta normativa intende perseguire attraverso l’imposizione della forma scritta e dei requisiti contenutistici sopra indicati debbano essere assolti non oltre un determinato momento, che potrebbe essere identificato con quello della consegna della merce (v.art. 3 DM 199/2012).

 La modalità alternativa al contratto, ossia quella che fa riferimento alla fattura, potrebbe quindi essere intesa nello stesso modo  implicando la necessità che le predette indicazioni siano elencate in documenti quantomeno contestuali alla consegna.

Stando così le cose e salvo tornare in argomento non appena si sarà fatta chiarezza o in sede ministeriale ovvero all’esito dell’esame della prima prassi applicativa della normativa potrebbe essere più prudente aderire alla tesi più restrittiva  indicando gli elementi prescritti dalla legge in documenti emessi entro il momento della consegna dei prodotti, quindi nei documenti di trasporto ( D.D.T.).

Per semplificare questa soluzione, si potrebbe proporre ai propri clienti un contratto scritto, come ad esempio il contratto di somministrazione (art. 1559 del codice civile), peraltro  già utilizzato da diverse aziende di panificazione.

In questo caso gli elementi contrattuali come qualità e quantità dei prodotti ceduti verrebbero indicati nei D.D.T., mentre l’indicazione del prezzo potrebbe essere assolta allegando al contratto un listino prezzi (anche generale) dei prodotti ceduti.